È morto Sergio Pini, storico vice di Gigi Simoni

È venuto a mancare a Firenze all'età di 90 anni.

Il 4 luglio 2026 è venuto a mancare Sergio Pini, storico vice di Gigi Simoni, protagonista fedele e silenzioso delle più belle pagine della carriera del Signore della panchina. “Milord”, per quel modo sempre elegante di vestire con abiti di sartoria che tanto gli piacevano, o “Pinone” come lo avevano ribattezzato molti calciatori delle varie squadre dirette sotto l’elegia dell’inseparabile amico Simoni. Era consuetudine, almeno negli anni Settanta e Ottanta, che dopo l’allenamento il vice allenatore si spogliasse con i giocatori. Un modo per capire l’umore dei ragazzi e carpirne problemi e inquietudini per poi discuterne con il capo allenatore. Pini, che è scomparso poco meno di sei mesi dopo il compimento dei suoi 90 anni nella sua abitazione in via San Spirito 27 nel centro di Firenze confortato dall’affetto dei figli Carlotta e Cristiano e dei tre nipoti, con professionalità, discrezione e profonda umanità è rimasto nel cuore di molti ex allievi. Non è un caso che dal Mantova al Genoa, dal Brescia all’Inter sino al Vicenza le società, ma anche singolarmente i calciatori (da Arcoleo a Onofri, da De Biase a Podavini, da Salvioni a Salvi sino a Colantuono a Colonnese e al medico della Beneamata, Piero Volpi) hanno voluto inviare alla famiglia messaggi di cordoglio. Il suo contributo è stato prezioso e sempre vissuto lontano dai riflettori ma con una dedizione assoluta. Era nato a Siena il 9 gennaio 1936 e aveva iniziato a giocare, dopo l’oratorio, nei ragazzi del Siena per poi passare alla squadra del Club Torrenieri Siena nei campionati dilettantistici dove si era messo in luce segnando grappoli di gol sino ad arrivare appena sedicenne ai boys della Fiorentina, all’epoca il miglior vivaio d’Italia. Lì conobbe Gigi Simoni, più giovane di tre anni e arrivato dall’Emilia dopo un provino a cui aveva assistito Gunnar Green che aveva fatto grande il Milan, con cui ha giocato insieme sei stagioni tra Firenze e Mantova, per poi diventare _ dal 1977 al 2000 _ il suo storico e insostituibile vice. Pini debuttò con i viola in campionato nel 1957 contro l’Atalanta, Simoni in Coppa Italia con la Carbosarda. Poi entrambi furono ceduti al Mantova di Mondino Fabbri e conquistarono la promozione in A.

 

Qualche anno insieme nella città di Virgilio e poi il talentuoso Simoni viene ceduto al Torino e il centromediano Pini (147 presenze nella massima serie) finisce al Vicenza. E il 2 gennaio 1966, in un contrasto di gioco proprio con l’ex compagno di squadra Gigi Simoni, subisce un infortunio che praticamente pone fine alla sua carriera. Ma Simoni non si dimentica certo del vecchio amico e appena chiusa la carriera agonistica e intrapresa quella di allenatore lo chiama per proporgli di seguirlo come suo vice a Genoa nella prima esperienza in panchina. Un tandem collaudato e vincente quello tra Simoni e Pini, con l’amico ex difensore centrale che ha contribuito alla vittoria di sei dei sette campionati cadetti ottenuti dal principe degli allenatori della Serie B. Una coppia indissolubile che ha condiviso migliaia di partite, di allenamenti, di ritiri, di vittorie e di sconfitte, di gioie e di dolori. Pini ha sempre seguito Simoni e lasciava al mister il compito di discutere il contratto per quella fiducia incondizionata che li ha legati per oltre 30 anni prima in campo e poi in panchina. E, nelle poche circostanze in cui il tecnico gentiluomo subiva un esonero, il suo vice rassegnava immediatamente le dimissioni. “Dove va la nave, va il navicello” rispondeva quando gli chiedevano di fare il primo allenatore da altre parti. Fantastico. Bellissimo il pensiero che la squadra del Brescia 1979-80 che vinse il campionato cadetto guidata da Simoni ha voluto riservare al “Pinone”: “Per noi ex giocatori lui non è stato solo l’assistente di Gigi Simoni, ma una figura preziosa e fondamentale per quello storico campionato che ci portò alla conquista della serie A. Con la su competenza, la sua umanità e la sua dedizione ha contribuito in modo determinante a quel traguardo che resterà per sempre nella nostra memoria. Lo ricordiamo con affetto e gratitudine certi che il suo esempio e il suo ricordo continueranno a vivere nei cuori di tutti coloro che hanno avuto il privilegio di conoscerlo”. I funerali di Sergio Pini  – uno sportivo che leggeva tre quotidiani al giorno e ci teneva a restare sempre informato (Leonardo, uno dei nipoti, è giornalista a Rete 4 dopo aver collaborato con Repubblica) – si sono tenuti martedì 7 luglio alle 10 nella chiesa del Cestello a Firenze. Ci piace pensare adesso si è ricomposta la mitica coppia Simoni-Pini tornati a sedersi su una panchina celeste e pronta a vincere anche in Paradiso.