Un Signor allenatore e un allenatore Signore. L’aforisma adatto per identificare Gigi Simoni, tecnico che detiene il record assoluto di promozioni in serie A (7) e a cui la Lega di Serie B e l’ideatore del premio Gentleman Gianfranco Fasan hanno dedicato il riconoscimento che, da cinque anni a questa parte, viene assegnato a un tecnico che ha messo al primo posto il fair play nel modo di stare in panchina e dialogare con arbitri e avversari. Martedì 10 febbraio alle 15,30 nella sede della Lega Calcio è stato premiato con la Torretta di San Siro – simbolo di valori etici e umani di un calcio dove oggi manca soprattutto l’equilibrio – Davide Nicola, 52 anni, votato dai venti allenatori della Serie BKT. Nicola, oggi tecnico della Cremonese (club che ha eletto Simoni allenatore del Secolo), la scorsa stagione aveva portato in salvo il Cagliari come in precedenza ha fatto con Crotone, Salernitana, Empoli, Genoa . Alla consegna erano presenti la famiglia Simoni – con il figlio Leonardo oggi scout dell’Inter e la moglie Monica già giornalista al quotidiano Il Tirreno – oltre al sottosegretario con delega allo Sport della Regione Lombardia Federica Picchi, il presidente del Coni CRL Marco Riva e al presidente di Lega Serie B, Paolo Bedin. Nicola, come Simoni, aldilà degli ottimi risultati ottenuti da allenatore ha sempre dimostrato grande stile incarnando quei principi sportivi che ha sempre portato con sé in campo e in panchina. Sarà un caso, ma proprio il mister dell’Inter di Ronaldo, fece debuttare in serie A a 32 anni con la maglia del Siena l’allora biondo terzino fluidificante (12 settembre 2004, Palermo-Siena 1-0) .«Simoni – ha detto un emozionato Nicola prima di ricevere il premio – aveva la capacità e la sensibilità di insegnarti comportamenti e costumi, a me ha dato moltissimo. Erano anni che giocavo in Serie B e lui mi prese dalla Ternana e mi fece esordire in Serie A: la prima cosa che mi venne da fare fu quella di andare a ringraziarlo, lui mi bloccò e mi disse: “Ricorda che l’essere è sempre più importante dell’avere”. Con due parole mi dava una responsabilità incredibile. Per questo oggi sono così emozionato di ricevere questo premio. E stasera quando andrò a casa a parlare con i miei figli mi sentirò una responsabilità in più». Paolo Bedin, Presidente della Lega Serie B, ricorda Simoni non solo come l’allenatore più vincente della B: «È un piacere e un onore poter affiancare il nome della Lega a un evento come il Premio Gentleman Gigi Simoni. Perché al di là del fatto che rappresenti l’allenatore più vincente della Serie B, la sua figura si è sempre contraddistinta per lo stile, i comportamenti e i modi nello svolgimento del proprio ruolo. Nicola è un degno testimone di questo modo di comportarsi, affiancando a queste caratteristiche anche la passione e l’emotività nel proprio lavoro». Federica Picchi, sottosegretario con delega allo Sport e ai Giovani della Regione Lombardia ha parlato di Nicola “come un esempio in un momento di emergenza giovanile come lo era Simoni”. Tanti i personaggi del mondo dello sport che hanno voluto partecipare portando la loro testimonianza.

L’arbitro Paolo Casarin ha ricordato come si debba a Simoni l’introduzione della lavagnetta con i minuti di recupero: “Accadde nel 1994. Simoni allenava la Cremonese che stava vincendo 3-2 in casa con la Juventus. L’arbitro Stafoggia non si decideva a fischiare e dopo cinque minuti abbondanti i bianconeri realizzarono il gol del pari. Io ero designatore arbitrale e mi trovavo in auto dalle parti dell’Emilia dove ero andato a vedere una partita per osservare da vicino un direttore di gara. Accendo la radio e sento Simoni che con garbo, ma con fermezza si lamenta dell’eccessivo recupero. In particolare invita a riflettere i direttori di gara sull’esigenza di comunicare all’esterno, ai giocatori in campo e agli allenatori ma anche e soprattutto ai tifosi sugli spalti e in ascolto o visione. La mattina dopo visiono il filmato della partita e scopro che il direttore aveva dato quel recupero perché c’erano stati due infortuni e tre-quattro sostituzioni. Recupero giustificato, ma sacrosanta l’esigenza sottolineata da Simoni. Così lo chiamo al telefono e insieme stabiliamo di far entrare il recupero attraverso una segnalazione (lavagna luminosa) che possa essere visibile a tutti, spettatori compresi. Chiamo Blatter, allora presidente Fifa, gli sottopongo il quesito e lui mi da il via libera per la sperimentazione. Da oltre 30 anni la lavagnetta luminosa con il recupero effettivo oggi è entrata nel linguaggio del calcio. Ma senza l’intuizione di un maestro di calcio e di stile come Simoni questa innovazione non ci sarebbe stato”. In prima fila all’evento c’erano anche Claudio Onofri capitano storico del Genoa di Simoni e che portò Nicola nelle giovanili rossoblù: “Simoni è stato il mio maestro: un grande allenatore e un grande uomo. Nicola lo portai nel vivaio rossoblù. Era un ragazzino con tanta passione, ma non mi sarei immaginato che per caratteristica e indole di vederlo trent’anni dopo allenatore di successo e maturo per guidare squadre di prima fascia”. All’evento hanno partecipato anche Vittorio Tosto e Oscar Damiani – oggi procuratori sportivi ed ex calciatori di Simoni al Napoli il primo e al Genoa e alla Lazio- il secondo, lo storico team manager del Milan, Silvano Ramaccioni, che ha sempre avuto grande considerazione e stima del tecnico dell’Inter e una nutrita delegazione nerazzurra capeggiata da Bedy Moratti, che ha portato i saluti del presidentissimo Massimo Moratti, con lo storico medico sociale Piero Volpi, grande amico di Simoni, sino all’ex difensore Fabio Galante nella rosa dell’Inter di Simoni e Barbara Facchetti, figlia primogenita di Giacinto che ha condiviso con l’allenatore gentiluomo le tante trasferte della stagione 1997-98.

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