Il 22 gennaio è una data da cerchiare in rosso per tutti gli sportivi autentici che amano il calcio genuino lontano dagli scandali e dal business esasperato che ha portato nel fango il gioco più bello del mondo. Perché il 22 gennaio del 1939 nasceva Gigi Simoni, un signor allenatore e un allenatore signore, che oggi più che mai continua ad essere amato e rispettato per la sua grande umanità, la serietà, l’equilibrio e la competenza che ne hanno fatto il vessillo di un calcio onesto e pulito. Un uomo, prima ancora che uno sportivo, semplice e genuino sempre vicino ai suoi giocatori che lo hanno considerato padre e maestro e incapace di issarsi su un piedistallo neanche quando, dopo tanta gavetta e tante vittorie (7 promozioni dalla B alla A record difficile da battere per chiunque), ha guidato l’Inter, uno dei grandi club in Europa e nel mondo, e allenato il brasiliano Ronaldo, uno dei più grandi calciatori della storia. In questo giorno speciale la sua famiglia, il figlio Leonardo, che gli somiglia come una goccia d’acqua e non solo grazie ai tratti somatici ma anche per educazione, stile e l’inimitabile sorriso rassicurante e che oggi ripercorre la sua strada in altra veste (è tra gli osservatori più promettenti dell’Inter e ha già ottenuto il patentino di direttore sportivo), e la moglie Monica fedele e devota compagna di vita, innamorata come il primo giorno, festeggiano gli 87 anni dell’inarrivabile e straordinario Gigi con la solita torta. Non è cambiato nulla, la famiglia Simoni si tiene ancora per mano e prosegue il viaggio della vita. Ma a festeggiarlo sono anche i club che hanno avuto il piacere di annoverarlo tra le sue fila, i tanti calciatori allenati e i tifosi delle varie squadre che lo hanno conosciuto e apprezzato per le sue doti umane e professionali. Sul suo sito gli rende omaggio l’Inter, a cui il mister di Crevalcore regalò il primo trofeo internazionale dell’era di Massimo Moratti con la sua fantastica squadra formata da uomini prima che ancora da campioni che si volevano bene e che ancora oggi lo ricordano con affetto e nostalgia. Arrivato sulla panchina della Beneamata nel 1997 plasmò il gruppo che alzò al cielo di Parigi la Coppa UEFA 1997/98 grazie ai gol in finale di Zamorano, Zanetti e Ronaldo. E lo ricorda anche la Cremonese, la squadra che lo ha eletto allenatore del Novecento, che il tecnico di Crevalcore portò in A (dove rimase tre stagioni, record nella storia del club) conquistando a Wembley contro il Derby County il trofeo anglo-italiano. Come non si sono dimenticati di lui il Gubbio che, in veste di direttore tecnico, riportò per la prima volta nella storia della B a girone unico tra i cadetti, il Pisa _ unico allenatore ad aver vinto due campionati di B con i nerazzurri del presidentissimo Romeo Anconetani, il Genoa che lo vide tecnico, giocatore e capitano vincente, il Brescia, la Fiorentina dove tutto ebbe inizio, l’Ancona che ha portato in A per l’ultima volta nella sua storia calcistica. E poi ancora le altre squadre in cui ha giocato e allenato e i tanti calciatori avuti e a cui ha dato e ricevuto moltissimo a partire dal campione del Mondo del 1982, Bruno Conti. Ma non si sono dimenticati del tecnico gentiluomo i tantissimi tifosi che lo hanno applaudito e soprattutto i tanti Inter Club in Italia come quello di Fener o quello di Macerata che con un editoriale – che pubblichiamo integralmente – ha voluto omaggiare Simoni nel giorno del suo compleanno: “Ci sono uomini che lasciano un segno non solo per ciò che hanno vinto, ma soprattutto per come hanno vissuto il calcio e le relazioni umane. Gigi Simoni è stato uno di questi. Allenatore preparato, dirigente attento, uomo di sport nel senso più autentico del termine. Simoni ha sempre incarnato valori oggi più che mai preziosi: equilibrio, rispetto, competenza e umanità. La sua Carriera parla da sola, ma ciò che resta indelebile è il ricordo della personam capaci di rapportarsi con chiunque con discrezione e naturale autorevolezza. Abbiamo avuto il privilegio di conoscerlo e di apprezzarne disponibilità e gentilezza: ogni volta che lo abbiamo invitato a una nostra iniziativa Gigi Simoni ha sempre risposto presente insieme alla moglie Monica con il suo sorriso unico e irripetibile. Un gesto mai scontato che racconta il suo modo di essere. Nel giorno dei suoi 87 anni vogliamo ricordarlo con gratitudine, affetto e profondo rispetto. Per ciò che ha rappresentato nel calcio italiano e per ciò che è stato come uomo”. Buon compleanno Mister!

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