07 Giu 2019

A Brescia, l’ultima uscita pubblica di Gigi Simoni

C’era chi è stato solo tecnico, c’era chi ha ricoperto tutti i ruoli possibili nel mondo Brescia Calcio (giocatore, allenatore, dirigente) venerdì 7 giugno, nel Salone Vanvitelliano di Palazzo Loggia, per la serata organizzata dall’AIAC provinciale (Associazione Italiana Allenatori di Calcio) intitolata “La storia degli allenatori del Brescia”. E all’appuntamento non poteva certo mancare Gigi Simoni che nelle sue cinque stagioni bresciane ha vinto sia da calciatore con la promozione in B del 1968-69 sia da allenatore con il trionfo delle rondinelle condotte in serie A dalla sua mano ferma e sicura nella stagione 1979-80. Alla manifestazione, voluta dal presidente Giampaolo Dosselli e a cui hanno preso parte il sindaco Emilio Del Bono, che lo accoglie nel suo studio insieme all’assessore al Bilancio Fabio Capra, hanno partecipato una ventina di tecnici che hanno guidato il Brescia, sia in prima squadra che nel settore giovanile, negli ultimi 40 anni. Ma la star della giornata non poteva che essere Gigi Simoni acclamato da cronisti e fotografi che gli hanno scattato decine e decine di foto oltre a chiedergli pareri sul campionato e sulla stagione alle porte. Lui, con la solita calma e bonomia, ha avuto una parola per tutti, prima di prendere il suo posto in prima fila con accanto due amici ed ex compagni di squadra come Bruno “Maciste” Bolchi e Gigi Cagni. Il tecnico gentiluomo si è anche complimentato con Eugenio Corini, l’allenatore che ha riportato in A il Brescia presente assieme al diesse Marruocco, manifestando la sua stima per il gioco espresso e per il comportamento rispettoso tenuto in panchina. In sala anche gli allenatore Beppe Iachini, anche lui vincitore di un campionato alla guida delle rondinelle, Alessandro Calori, Ivo Iaconi, Javorcic e Pulga oltre ai tecnici che hanno dedicato il proprio impegno al vivaio come Gianmarco Remondina, Angelo Facchinetti, Adriano Abate, Luciano De Paola, Stefano Preti, Giorgio Gaggiotti, Nikola Filipovic, Ernesto Nani, Giampiero Trainini (ex tecnico del Monza) e Stefano Bonometti, che proprio Simoni fece debuttare in B a 18 anni e mezzo, e che alla fine della manifestazione si è intrattenuto con il mister assieme ad altre due sue creature come Gabriele Podavini, il terzino che l’ex tecnico dell’Inter di Moratti, volle con sé anche successivamente nelle esperienze alla Lazio e al Genoa e Sandro Walter Salvioni che con il mister vinse il campionato di B del 1980. Per motivi di salute mancava il mitico Carletto Mazzone – omaggiato comunque con la foto sulla locandina dell’evento – e durante la giornata sono stati ricordati con un video due allenatori che non ci sono più come Roberto Clerici e Renato Gei e soprattutto Azeglio Vicini, ex tecnico della nazionale ai mondiali di Italia 90, che a Brescia ha giocato e vinto. E proprio Simoni, accompagnato da Luca Tronchetti uno degli autori della sua biografia, appena ricevuto il premio dalle mani di Dosselli si è diretto verso la vedova Vicini per salutarla e omaggiarla con il solito stile che lo contraddistingue. Perché Simoni si nasce. Un’ora e mezzo di ricordi e racconti con l’organizzatore Giampaolo Dosselli, intrattenutosi a parlare con il mister gentiluomo alla fine della manifestazione con lo scopo di realizzare l’evento-presentazione del libro-biografia in un’importante libreria del centro di Brescia tra ottobre e novembre. Simoni nel raggiungere la macchina che lo riportava a casa ha percorso un breve tratto di strada a piedi accompagnato dal fedelissimo Podavini ricordando gli anni fantastici vissuti assieme e ripromettendo di incontrarsi a breve. La giornata bresciana è stato l’ultimo incontro pubblico di un Simoni abbronzato, sorridente e in gran forma. Niente lasciava presagire al malore che 13 giorni dopo l’avrebbe colpito e dal quale, nonostante una lotta strenua e coraggiosa durata 11 mesi, non si sarebbe più ripreso lasciando un grande vuoto nei suoi cari e in tutto il mondo del calcio.


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